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I Capelli

Il capello è un elemento vivo; nel corso della vita dell'individuo ogni follicolo è in grado di sviluppare una ventina di cicli.

Il ciclo follicolare, che dura dai 3 ai 7 anni, è suddiviso in tre periodi:

  • fase CATAGEN o di crescita attiva, ha una durata variabile da un soggetto all'altro potendo oscillare tra i 2 e i 6 anni;
  • fase ANAGEN o di regressione, dura tre settimane;
  • fase TELOGEN o di riposo, durante la quale il capello morto viene sostituito da un nuovo pelo, in fase anagen, prodotto dallo stesso follicolo. Dura 3 mesi. Quindi una caduta normale è di circa una cinquantina di capelli al giorno.


CI SONO IN GIRO PIU' CALVI RISPETTO A QUALCHE DECENNIO FA

Le cause dell'aumentata incidenza dell'alopecia devono essere ricercate nelle profonde modificazioni ambientali e delle abitudini di vita che si sono verificate negli ultimi anni. L'esposizione ad eventi stressanti, un'alimentazione scorretta, l'inquinamento atmosferico sono tutti elmenti che concorrono ad abbreviare il ciclo di vita del follicolo pilifero ed a provocare una precoce caduta dei capelli.

PERCHE' LA CADUTA DEI CAPELLI VIENE DEFINITA "ALOPECIA"?

Il termine alopecia proviene dal greco e significa volpe . In derrnatologia viene usato in riferimento alla caduta di peli, per ricordarne la perdita stagionale, la cosiddetta "muta", caratteristica di questo animale. Il territorio di elezione delle alopecie è il cuoio capelluto, ma in casi meno frequenti può essere interessato l'intero apparato pilifero del corpo (alopecie universali).

QUANTI TIPI DI ALOPECIA CONOSCIAMO?

Sono state proposte varie classificazioni. Quella più usata divide le alopecie in: transitorie o non cicatriziali, e permanenti o cicatriziali a seconda che la causa che ne determina l'insorgenza, distrugga o meno il follicolo.


QUAL'E' LA FORMA DI CADUTA DI CAPELLI PIU' FREQUENTE?

Sicuramente l'alopecia androgenetica o calvizie comune. Questo è un disturbo che può essere considerato quasi un evento fisiologico nella vita di molti uomini e donne.La calvizie comune interessa oltre l'uomo, i primati quali l'orango, il macaco e lo scimpanzè. Essa è geneticamente determinata, influenzata dagli ormoni maschili e compare alla pubertà con una recessione della linea di impianto dei capelli in regione frontale. Per una valutazione del grado di calvizie è universalmentc accettata la cosidetta "Scala di Hamilton"; partendo dai gradi I, II,e IIa,che vengono considerati nella norma, si passa ad un arretramento bitemporale simmetrico della linea di attaccatura dei capelli; segue quindi la calvizie del vertice, per finire al grado VI e VII dove c'è confluenza della calvizie frontale e del vertice risparmiando solo le aree laterali e occipitali del cuoio capelluto.










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